viernes, 15 de junio de 2012

Kafka. Pro e contro - Günther Anders



Fin dal primo nucleo di questo libro, la conferenza Teologia senza Dio che Anders tenne da esule a Parigi nel 1934, la maggiore preoccupazione dell’autore è di mettere in guardia davanti al fenomeno Kafka, presentendo che questi (sconosciuto a tutti i convenuti, tranne Walter Benjamin e Hannah Arendt) era destinato a divenire uno dei paradigmi della letteratura e dell’immaginario del Novecento, e che quindi sarebbe ben presto sfuggito alla ridotta gittata delle armi tradizionali della critica letteraria. E in effetti, già alla sua uscita nel 1951, Kafka. Pro e contro appare come un atto di lesa maestà, e lo stesso Max Brod, responsabile materiale della trasmissione ai posteri di buona parte dell’opera kafkiana, lo critica aspramente, provocando una polemica che qui per la prima volta è accessibile al lettore italiano.

Anders è consapevole dell’incriticabilità del suo obiettivo: «Già Kierkegaard ha formulato in modo definitivo che la domanda: “Cosa è inderogabile in uno scrittore?” sembra essere scorretta, contro la pienezza del talento o della genialità. Ebbene appare scorretta perché è seria. Nel mio saggio, mi sono addossato l’onta di questa scorrettezza…» E per Anders, ad esempio, inderogabile è combattere alcuni germi disseminati nell’opera kafkiana, che aprono la strada a letture estetizzanti o pseudoreligiose e a volte persino legittimano, consapevolmente o no, la sorte del popolo ebraico nel secolo passato.

Sta al lettore odierno giudicare se il vigore polemico di Anders – che tra l’altro si mostra in grado di profondersi in analisi di una raffinatezza esemplare – colga o meno nel segno. La prospettiva «scorretta» e politica di questo scritto, oltre ad aiutarci a ripensare i compiti ormai annacquati della critica, manterrà comunque il merito di farci riconsiderare quelle lacerazioni risalenti all’età dei totalitarismi che a volte ci si illude siano sanate.


lunes, 7 de mayo de 2012

La natura del potere - Luciano Canfora


"Qualcosa non ha funzionato. Il suffragio universale, alla fine conquistato (dove prima, dove poi, in Italia dopo quasi tutti) ha più e più volte deluso chi lo aveva propugnato, ha mancato i previsti effetti. Le urne sono divenute lo strumento di legittimazione di equilibri, di ceti, di personale politico quasi immutabile, non importa quanto diversificato e come diviso al proprio interno. E se il vero potere fosse altrove? Di questo, caro lettore, vorremmo discorrere nelle pagine che seguono." Canfora instilla più di un dubbio sui travestimenti del potere: un dominio di pochi - anche quando sembra essere di uno solo - che però non sussiste se non sa creare consenso, restando, beninteso, a tutti gli effetti dominio...

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miércoles, 2 de mayo de 2012

Sulla paura. Fragilità, aggressività, potere - Danilo Zolo


La paura è senza dubbio la molla fondamentale del comportamento umano, sia individuale sia collettivo. L’uomo è, a differenza degli animali, l’essere più esposto a rischi mortali e il meno capace di difendersi. Si trova in condizione di costante insicurezza. La paura genera perciò l’aggressività umana, che a sua volta scatena la paura degli aggrediti. Da tutto ciò si evince che l’uomo non è un essere totalmente razionale. Anzi, si può dire che la paura e l’angoscia, che caratterizzano la vita dell’uomo, sono principalmente di carattere emotivo. Quanto più l’insicurezza e la paura dominano i comportamenti, tanto meno la sfera razionale è capace di dominare e tenere sotto controllo la «rovinosa energia» della paura. Quello che manca in questo saggio, pur importante, è la trattazione della dimensione religiosa, in particolare quella cristiana, valorizzando l’unico pensiero capace di sterilizzare il veleno della paura e di sbarrare il passo alle pulsioni distruttive in nome della non violenza e dell’amore. (Sandro Bondi)


sábado, 14 de abril de 2012

Raccolta di opere - Amadeo Bordiga

Amadeo Bordiga (Ercolano, 13 giugno 1889 – Formia, 23 luglio 1970) è stato un politico, rivoluzionario comunista italiano. Fu a capo della principale corrente (quella degli astensionisti del PSI) che portò alla fondazione del Partito Comunista d'Italia dopo la scissione avvenuta al Congresso di Livorno del PSI nel 1921. Da militante rivoluzionario, lottò apertamente contro l'involuzione stalinista della Terza Internazionale e lottò, fino ai suoi ultimi giorni, "contro le degenerazioni del movimento rivoluzionario mondiale", per un partito che fosse sempre perfettamente coerente con la dottrina marxista. [WIKIPEDIA]

1919 Nella torbida vigilia elettorale
1920 Tesi della Frazione Comunista Astensionista del PSI
1921 Intervento di Bordiga al congresso socialista a Livorno 1921

Un partito in decomposizione

Serenità mistificatrice

Contro la reazione

Come un partito muore

La filosofia del rimedio

Speculazioni!

Partito e Classe

Il Partito Comunista

Ipocrisia

Il PSI e il Congresso di Mosca

Come matura il "noskismo"

Il tira e molla dell'opportunismo italiano

I socialisti italiani e il comunismo

Partito e azione di classe
1922 La Rivoluzione Russa

La tattica dell'Internazionale Comunista

Il problema del potere

La discussione sulla tattica

Il principio democratico

Difesa Proletaria

Il compito del nostro partito

Manifestazioni comuniste per il fronte unico in Germania

C'è uno spettro in Europa
1924 ...Se De Nicola non fosse fuggito
1926 Lettera a Korsch
1955 Le grandi questioni storiche della Rivoluzione in Russia

sábado, 3 de marzo de 2012

Lo spazio politico dell'anarchia - Eduardo Colombo


L'anarchia è una figura, un principio organizzativo, una rappresentazione del politico, il paradigma di una società non-gerarchica. Lo Stato è un principio differente e opposto, il paradigma dell'espropriazione del potere da parte di una élite. Lo spazio pubplico in cui gli esseri umani possono riconoscersi liberi e uguali è costruzione storica, lunga e incompiuta. Come ogni istituzione esso dipende dal loro volere e dal loro agire ed è dunque intimamente legato alle conquiste dello spirito critico e alla desacralizzazione del mondo. Né la natura né la divinità hanno dato la libertà all'essere umano. Se l'è data da sé, l'ha conquistata giorno dopo giorno in una lotta dura e interminabile contro i poteri grandi e piccoli. E anche contro se stesso....

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domingo, 19 de febrero de 2012

Gli Invisibili - Nanni Balestrini

 
Protagonista del romanzo è quella nuova generazione di "proletari" che verso la metà degli anni Settanta inaugura la rivoluzione del quotidiano, il rifiuto del lavoro, l'occupazione delle case e degli spazi sociali, lo sciopero selvaggio e si esprime in forze nel grande movimento del '77. Qui Balestrini ricostruisce l'epica di un'insurrezione gioiosa e dirompente sulla quale si abbatterà la profonda violenza del carcere e della criminalizzazione. E sono proprio le pagine dedicate al carcere che più colpiscono il lettore, lasciandolo completamente attonito di fronte alla narrazione di una delle rivolte carcerarie più cruente della storia italiana. 


jueves, 16 de febrero de 2012

Compendio del Capitale - Carlo Cafiero



Cafiero ha compiuto un’opera importante nello stendere questo compendio del Capitale, approvato e visto di buon occhio anche dallo stesso Marx, non tanto perchè è riuscito a sintetizzare in poche pagine il pensiero del "maestro", bensì perchè è riuscito a farlo in maniera appassionante, ma sintetica, in uno scritto tenace e completo, nonché illuminante. Non che sia sufficiente questo scritto per assicurarsi tutti i contenuti di quell’opera immensa e miliare che è il Capitale di Marx, ma sicuramente ha il merito e la capacità di avvicinare il lettore all’universo delle opere marxiste, Capitale compreso; cosa non da poco in un'epoca come la nostra, in cui il marxismo gode purtroppo di una scarsa fama, dovuta al regime del capitale della borghesia e ai tanti preconcetti e falsi miti circa il comunismo.  

Non si può imputare tale crisi ai partiti e gruppi comunisti, ma soprattutto ai fatti storici e sociali che hanno caratterizzato l'ultimo ventennio, con l'esplosione della tecnologia, che ha favorito la globalizzazione e quindi un'ulteriore rafforzamento della borghesia, che controlla politica e media. E' appunto in questo contesto che, a circa due secoli di distanza, l'opera che abbiamo di fronte acquista tremenda attualità, più di molti scritti di sociologi contemporanei.